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In Ticino, tradurre tra lingue e culture fa parte della quotidianità

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02 Luglio 2026
Intervista al corrispondente RSI da Palazzo federale, Omar Cartulano

Nella Svizzera tedesca si sottovaluta spesso cosa significhi far parte di una minoranza. Il corrispondente di RSI da Palazzo federale, Omar Cartulano, spiega in un'intervista a SRG.D come questa esperienza influenzi il suo lavoro e in che misura gli approcci giornalistici, i dibattiti politici e i metodi di lavoro differiscano tra le due regioni linguistiche.

 

Che cosa l'ha sorpresa della Svizzera tedesca quando, un anno fa, ha iniziato a raccontarla da qui?

Mi ha sorpreso quanto le nostre realtà siano simili sotto molti aspetti, più di quanto si potrebbe immaginare. Le differenze emergono soprattutto nel modo di lavorare: nella Svizzera tedesca si lavora spesso in modo molto strutturato ed efficiente, un grande punto di forza. Tuttavia, questo chiaro orientamento ai piani può talvolta rivelarsi un limite quando si verificano situazioni impreviste. Nella Svizzera italiana, in questi casi, si tende invece ad agire con maggiore spontaneità.

Quali temi politici o sociali vengono affrontati in modo diverso nella Svizzera italiana rispetto alla Svizzera tedesca?

In Ticino la pressione economica è molto sentita. Si discute spesso dell'aumento dei premi dell'assicurazione malattia e dei prezzi dei generi alimentari oppure, più in generale, dell'elevato costo della vita. A questo si aggiungono la vicinanza con l'Italia e il dibattito sui frontalieri, così come la perdita di posti di lavoro a esso collegata. Questi temi influenzano il dibattito politico, spesso fortemente incentrato sugli aspetti economici, rendendo più difficile adottare una prospettiva di lungo periodo. Nella Svizzera tedesca, invece, l'attenzione si concentra su altre questioni: a Zurigo, per esempio, sulla carenza di alloggi. La situazione economica varia però notevolmente da un Cantone all'altro e, di conseguenza, cambiano anche le priorità del dibattito.

Quali differenze nota nel tono del dibattito pubblico tra le due regioni del Paese?

Nella Svizzera italiana le discussioni sono spesso più animate e dirette; il confronto fa parte della cultura politica e sociale e, nella maggior parte dei casi, viene presto superato. Nella Svizzera tedesca percepisco invece una maggiore distanza e riservatezza. Quando si supera un certo limite nel tono della discussione, questo viene più rapidamente considerato problematico. Anche lo stile della politica è diverso: nella Svizzera tedesca l'attenzione è maggiormente rivolta ai contenuti e ai progetti, mentre in Ticino le personalità politiche sono più presenti e conosciute. Questo può accrescere l'interesse per la politica, ma porta anche a concentrare maggiormente l'attenzione sui singoli protagonisti.

Nota differenze anche nella copertura mediatica?

Assolutamente sì. Nella Svizzera italiana trovano maggiore spazio le notizie locali, le personalità del territorio e i temi transfrontalieri. Nella Svizzera tedesca prevalgono invece le questioni internazionali, i temi economico-finanziari e la politica nazionale. Anche la prospettiva dei giornalisti e quella del pubblico differiscono talvolta in modo significativo. Lo si è visto, ad esempio, nella copertura del conflitto nella Striscia di Gaza, che è stata sensibilmente diversa nelle varie regioni linguistiche. Nella Svizzera italiana, inoltre, la televisione esercita un'influenza maggiore sull'opinione pubblica, perché è più vicina alle persone rispetto a quanto avvenga a nord delle Alpi. Vedo differenze anche nello stile: in Ticino lavoriamo spesso con maggiore libertà, lasciandoci guidare più dalle impressioni raccolte sul posto, un approccio che può risultare più creativo. Allo stesso tempo, mi colpiscono la preparazione accurata e la struttura molto chiara dei servizi realizzati dai miei colleghi della Svizzera tedesca.

Secondo lei, che cosa la Svizzera tedesca comprende ancora troppo poco della Svizzera italiana?

Nella Svizzera tedesca si tende spesso a sottovalutare cosa significhi vivere in un Paese in cui la propria lingua è parlata soltanto da una minoranza della popolazione. Nella Svizzera italiana si cresce con la consapevolezza che molte decisioni vengono prese altrove e che è necessario comunicare costantemente anche nelle altre lingue nazionali. Questo influenza il modo di guardare alla Svizzera. Per molti svizzeri tedeschi questa esperienza è meno presente nella vita quotidiana. In Ticino, invece, tradurre tra lingue e culture fa parte della quotidianità. Proprio per questo è particolarmente apprezzato quando qualcuno della Svizzera tedesca impara l'italiano o mostra un interesse autentico per il Ticino. Non è qualcosa di scontato.

Quali sfide comporta lavorare come giornalista ticinese nella Svizzera tedesca?

Al momento, per me, la sfida principale è la lingua. Non parlo ancora lo svizzero tedesco e comprendo i diversi dialetti con livelli di facilità molto diversi. Nel lavoro giornalistico questo rappresenta un ostacolo, perché le persone si esprimono in modo più naturale nella loro lingua madre. Quando davanti alla telecamera passano al tedesco standard, tutto assume immediatamente un tono più formale. A ciò si aggiunge il fatto che, nella Svizzera tedesca, l'accesso alle persone è meno diretto rispetto al Ticino. Lì si è più vicini alle istituzioni, alla politica e alle università. Qui le ricerche richiedono più tempo, anche perché è comprensibile che RSI non sia il primo mezzo di comunicazione a cui ci si rivolge per un'intervista. Proprio per questo le mie esperienze con le persone sono state particolarmente positive: molti si mostrano molto aperti e alcuni sono addirittura felici che qualcuno della Svizzera italiana si interessi alla loro storia.

A cura di Nicole Krättli, SRG.D (traduzione a cura del Segratariato SSR.CORSI)

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