DETTAGLIO

Il commento di Luca Pissoglio, Sindaco di Ascona

Martedì, 06 Febbraio 2018

Quella che si prospetta il prossimo 4 marzo è una delle tipiche iniziative che si può facilmente prestare al voto di pancia: mi riferisco alla famigerata “No Billag” che, qualora venisse approvata, provocherebbe la chiusura del servizio pubblico elvetico, e segnatamente della RSI, chiamata in causa da più parti in questo delicato periodo antecedente il voto. Si è difatti sentito dire o si è letto (persino in occasione di alcuni editoriali) delle imperfezioni connaturate alla RSI, e di un certo sentimento di antipatia nei confronti di quest’azienda che in passato nutriva invece di grande sostegno popolare. Ebbene, malgrado sia difficile sondare le cause di questa inversione di rotta “emozionale”, si può forse dire che il nostro servizio pubblico abbia perso un po’ il timing, nel senso che talvolta avrebbe potuto dimostrare maggior capacità di rinnovo, al fine di rendere l’immagine più accattivante e… nuovamente popolare. La RSI, come ogni prodotto umano, non è per nulla perfetta, ma come tutte le cose è perfettibile. E se a qualcosa è servita questa iniziativa, allora è quella d far capire alla RSI che è giunto il momento di adeguarsi per rispondere a tutte le critiche sollevate. Però soltanto respingendo l’iniziativa “No Billag” permettiamo al servizio pubblico di continuare la propria esistenza e di poter mettere in atto le migliorie necessarie. Perché migliorare si può e si deve fare, ma per farlo al meglio deve esserci un clima costruttivo, ben diverso da quello attuale contraddistinto da opposizione per partito preso.

Credo inoltre che non si tratti di inserire cambiamenti stratosferici, poiché nell’insieme giudico buona la qualità dell’informazione prodotta dal nostro servizio pubblico, in grado di spaziare da un’informazione capillare sul territorio a un’informazione internazionale, compito che normalmente altre televisioni regionali non riescono a svolgere. Senza contare che l’informazione sportiva, per una popolazione così esigua, è proporzionalmente quasi esagerata, e lo dico in senso positivo. E senza contare i benefici in termini di visibilità e turismo generati dal servizio pubblico. Un’azienda come la RSI dà lavoro a 1200 persone, grazie ai fondi prelevati dalla riscossione del canone. Sul territorio della Svizzera italiana arrivano annualmente 230 milioni di franchi, distribuiti da SSR SRG in ragione di un sistema di solidarietà. Ciò significa che se i ticinesi spendono un franco per il canone, sul territorio tornano oltre 4 franchi. Un bel guadagno, che funge da propulsore economico per l’intera regione e che permette a centinaia di nuclei familiari di sostenersi. Una catena che verrebbe spezzata da un disastroso Sì a “No Billag”, con pesanti ripercussioni sulla cassa disoccupazione, che nel solo Ticino si ritroverebbe con 1600 nuovi disoccupati a carico, dato che oltre agli impiegati della RSI vanno aggiunti quelli che perderebbero il posto di lavoro in altre emittenti radioTV private (pure a rischio chiusura) o nelle decine di aziende che vivono producendo esclusivamente per la RSI.

Non sprechiamo tutte queste cose positive solo per partito preso o perché sicuramente ognuno di noi ha qualcosa da rimproverare alla RSI. Guardiamo il complesso e quindi la fortuna che abbiamo, per cui invito la popolazione a respingere con un No la pericolosa iniziativa “No Billag”.

 

Luca Pissoglio, Sindaco di Ascona