DETTAGLIO

ACSI: Senza canone i consumatori rischiano di pagare di più!

Martedì, 06 Febbraio 2018

L’ACSI invita a respingere l’iniziativa No Billag. Secondo l’ACSI se l’iniziativa venisse accettata sarebbe impossibile, soprattutto per gli utenti di lingua italiana e romancia, continuare ad avere un’offerta paragonabile allo stesso prezzo. I consumatori rischiano di dover pagare di più per un servizio ridotto.

L’iniziativa che chiede l’abolizione del canone radio-televisivo (detta No Billag) è chiara: il canone radio-tivù va abolito e le emittenti radiofoniche e televisive devono finanziarsi in altro modo (con la pubblicità o sistemi come pay-tv), la Confederazione non può sovvenzionare radio e televisioni e mette periodicamente all’asta le relative concessioni (il miglior offerente vince). Chi andrà a votare il 4 marzo prossimo potrà scegliere senza se e senza ma: o vota No e sceglie quindi di mantenere un servizio pubblico fondamentale per la coesione federale e la solidarietà nazionale ma soprattutto per un’informazione indipendente e oggettiva o, votando Sì, sceglie di preferire un’informazione radio-televisiva ridotta e di parte, sostenuta e dettata da grandi gruppi economici che hanno quale obiettivo primo la redditività. E anche di pagare di più. Per questo motivo e nell’interesse dei consumatori l’ACSI ritiene che l’iniziativa No Billag debba essere respinta e invita a votare NO il prossimo 4 marzo.

Quello che l’iniziativa propone è un cambio di sistema totale. Il sistema di radio e televisione come è oggi iscritto nella Costituzione federale con specifico mandato di servizio pubblico, sarà cancellato e le concessioni dovranno essere messe all’asta.

Secondo l’ACSI i consumatori uscirebbero perdenti in tutti i sensi da una svolta di questa natura, in termini di peggioramento della qualità dell’informazione e in termini economici, sia per la perdita dell’indotto derivante dei proventi del canone finora assegnati alla Svizzera italiana (si calcola una cifra superiore ai 200 milioni di franchi), sia perché se vorranno servirsi dei vari pacchetti pay-tv per mantenere un’offerta televisiva nazionale analoga a quella che attuale rischiano di pagare di più di quanto devono pagare ora per il canone (e soprattutto di quanto pagherebbero per il canone dal 1° gennaio 2019 ridotto a fr. 365.–/anno). Sì perché se il canone sarà abolito, molti canali televisivi e radiofonici della SSR spariranno così come molte emittenti private con mandato di servizio pubblico (che a sud delle Alpi sono Teleticino, Radio 3i e Radio Fiume Ticino).

L’ACSI ritiene che è solo mantenendo un servizio d’informazione serio e forte, accessibile su tutto il territorio nazionale, al servizio delle varie regioni del paese e riguardoso soprattutto delle minoranze linguistiche, con funzione prioritariamente civile e non commerciale, che si possa garantire al cittadino-consumatore elvetico un servizio pubblico degno di questa connotazione in grado di rafforzare i valori collettivi della nostra società.

6 febbraio 2018