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Barbara Hoepli: “Le librerie devono puntare sulla qualità e sfruttare la rivoluzione digitale”

Martedì, 18 Febbraio 2020

Una svizzera milanese. Così ama definirsi Barbara Hoepli, presidente della casa editrice fondata nel 1870 a Milano dal suo celebre avo Ulrico. Rappresentante della quinta generazione della famiglia originaria del Canton Turgovia che esattamente 150 anni fa avviò nel capoluogo lombardo quella che ancora oggi è una realtà di successo, Barbara Hoepli è stata protagonista di un’affollata serata proposta dalla CORSI in collaborazione con l’Associazione ticinese dei giornalisti (Atg) il 18 febbraio scorso nello Studio Radio RSI di Lugano-Besso.
L’ospite, stimolata dalle domande del moderatore, il giornalista RSI Ruben Rossello, già presidente dell’Atg, si è raccontata al folto pubblico presente, riflettendo sulle sfide attuali del mondo editoriale, sui rapporti fra Italia e Svizzera e sui valori del servizio pubblico radiotelevisivo elvetico.

“Amo definirmi svizzera milanese perché trovo che ci sia un’affinità fra l’etica del lavoro calvinista turgoviese e quella milanese”, ha raccontato la Hoepli, rievocando la nascita della libreria Hoepli – inaugurata da Ulrico dopo aver acquistato per corrispondenza una libreria austriaca a due passi dal Duomo - e della casa editrice ancora oggi specializzata in testi scolastici e tecnico-scientifici.
Da due anni la società è presieduta da Barbara, prima donna della famiglia a raggiungere questa posizione, che dall’anno scorso è anche presidente della Camera di commercio svizzera in Italia. “Raggiungere il vertice per una donna non è ancora per nulla scontato” ha commentato. Dopo gli studi al liceo classico (“perché in famiglia non c’erano alternative”), ha studiato a Boston e a Londra, laureandosi in psicologia sociale dell’economia per poi approdare infine alla casa editrice, dove si è appassionata al lavoro ereditato dalle generazioni precedenti.

Ma la passione al giorno d’oggi non basta, in un mondo del libro che sta vivendo profondi mutamenti: migliaia di librerie hanno già chiuso in Italia e il mercato degli e-book rappresenta ormai circa il 25% del totale. La ricetta della Hoepli si sviluppa su due livelli. Da un lato bisogna puntare sulla qualità: “le librerie devono offrire un’esperienza, il lusso inteso come accoglienza, professionalità, competenza, eventi per avvicinare i bambini alla lettura”. Dall’altro, di fronte alla rivoluzione digitale “non bisogna mettere la testa sotto la sabbia”: le piattaforme come Amazon possono rappresentare un’opportunità e non vanno demonizzate, “l’importante è che gli Stati garantiscano una chiara regolamentazione, anche a livello fiscale”.

Profondamente legata alla cultura svizzera, Barbara Hoepli ha rivelato di apprezzare molto i programmi della SSR, che guarda quando viene in vacanza nella sua patria d’origine. “Quante cose ho imparato grazie alla televisione svizzera! I film e i documentari sono di altissimo livello, il telegiornale ottimo. Questo è quello che dovrebbe fare un servizio pubblico radiotelevisivo”. Non si sofferma solo sull’offerta RSI, ma anche su quella nelle altre lingue nazionali. Ogni tanto mi lancio anche sul romancio!” confessa.

Guarda il video della serata: https://www.youtube.com/watch?v=rx61KQiW74Q

Giorgia Reclari