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Il servizio pubblico e la democrazia diretta: l’importanza della pluralità e indipendenza della informazione

Mercoledì, 30 Ottobre 2019

La CORSI (Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana) è la società regionale che rappresenta gli utenti di lingua italiana della radiotelevisione di servizio pubblico in Svizzera, cioè gli ascoltatori e gli spettatori della RSI. La sua missione consiste nel fare da garante sui contenuti e sulla qualità dell’offerta editoriale e dei programmi, nel rispetto del mandato federale.

In un Paese come la Svizzera questo ruolo ha un peso ancora maggiore: il popolo che è organo dello Stato esercita, oltre alle competenze elettorali classiche, delle attribuzioni specifiche in materia costituzionale, convenzionale, legislativa o amministrativa.  

Questo potere, che si esplica nella democrazia diretta, deve poter contare su una pluralità di informazioni. Dunque il servizio universale nel settore dei media audiovisivi riveste un ruolo centrale perchè assicura che tutte le regioni linguistiche e tutte le fasce d'età possano beneficiare di offerte di buona qualità. 

Il valore del servizio pubblico radiotelevisivo si esplica particolarmente durante le elezioni politiche. In detto frangente e soprattutto nei mesi precedenti al voto assume un’importanza fondamentale offrire trasmissioni che rispettino la par condicio, che garantiscano i medesimi spazi ai candidati dei diversi partiti facendo in modo che le idee e i principi di ciascuno e di ogni forza politica vengano presentati in modo equilibrato sia in termini temporali che di spazio.

E questo lo possono fare soprattutto la radio e la televisione pubbliche in quanto più libere dalle logiche di mercato che regolano le emittenti private.

D’altro canto “fare servizio pubblico” è anteporre la formazione di un pensiero libero e consapevole dei cittadini ai guadagni. Si tratta in poche parole di privilegiare l’approfondimento su temi sociali, politici ed economici piuttosto che riservarlo a programmi di intrattenimento. Tanto più in un mondo digitalizzato e per forza di cose frammentato.

Ecco che l'importanza di un buon servizio pubblico in quanto punto di orientamento per la democrazia è più importante che mai. Il servizio pubblico inoltre adempie una “funzione integrativa”: le comunità linguistiche, le religioni, le generazioni, le persone con un retroterra migratorio o altri gruppi sociali dovrebbero pertanto essere coinvolti nei programmi.

 

La CORSI e il ruolo del pubblico 

I mezzi di informazione - lo dimostrano i moderni social - sono in grado di determinare i destini di un Paese. Per comprendere appieno la capacità di influenzare una decisione basterebbe guardare al caso BREXIT che secondo gli studiosi di comunicazione è il frutto di un apparato di fake news abilmente congegnate. Un servizio pubblico responsabile è quindi fondamentale nell’agone politico perchè consente al pubblico di ricevere tutte le informazioni possibili in un contesto equilibrato e pluralista.

Ed ecco che la CORSI/SSR vigila, in rappresentanza del pubblico, affinchè le trasmissioni radiotelevisive e l’offerta online e social sulle elezioni federali siano dirette all’informazione politica delle elettrici e degli elettori.

È evidente che l'organizzazione dell’offerta complessiva è un compito particolarmente impegnativo e la gestione delle fonti è un’attività complessa. Vi è da dire pero’ che a sostegno delle decisioni editoriali assunte vi è la legge secondo cui la SSR contribuisce alla libera formazione delle opinioni del pubblico mediante un'informazione completa, diversificata e corretta, in particolare sulla realtà politica, economica e sociale; come pure all'educazione del pubblico (...) (art. 24 cpv. 4 lett. a e c LRTV).

Da qui sono state create delle linee guida che le trasmissioni elettorali devono rispettare così da consentire quello che è il vero obiettivo della CORSI nel caso del dibattito politico: cioè permettere alle elettrici e agli elettori di formarsi un'opinione fondata sulla composizione delle Camere federali e garantire che durante le trasmissioni gli operatori assumano un comportamento obiettivo e corretto con i partiti e i candidati aspiranti al voto.

Quindi si garantisce: il rispetto della personalità e i principi dell'oggettività e del pluralismo nella presentazione di avvenimenti e opinioni (programmi di partito, obiettivi legislativi, punti di vista su questioni specifiche, ecc.).

Naturalmente dati gli obiettivi esiste una griglia di criteri da rispettare nella composizione dei tempi dei talk shows, regole applicate in maniera differenziata ed equa in ogni regione linguistica.

Ad esempio durante la campagna elettorale, la missione permanente della SSR, ovvero quella di presentare nei propri programmi gli avvenimenti nella loro molteplicità ed esprimere adeguatamente la pluralità delle opinioni (art. 4 LRTV), acquista una valenza tutta particolare: la comparsa di esponenti politici nel palinsesto durante la campagna elettorale non deve offrire né ai singoli partiti né ai candidati la possibilità di un'autopresentazione ingiusta.

Questa norma vale per l'intera programmazione, compresi i magazine e le trasmissioni d'intrattenimento.

Inoltre vi è una divisione netta tra i due canali: mentre le informazioni elettorali trasmesse sui primi canali devono soddisfare il requisito di oggettività e completezza, per la formazione delle opinioni in un processo democratico; sui secondi canali possono essere mandate in onda trasmissioni elettorali complementari o particolarmente lunghe.

Certo per la comunità italofona la presenza di trasmissioni di approfondimento politico nella lingua madre è un vantaggio enorme.

Molti italiani hanno infatti anche la cittadinanza svizzera e dunque conoscere i candidati e le singole opinioni diventa fondamentale, soprattutto aldilà del Gottardo.

Senza contare i tanti che, pur non avendo diritto al voto, vogliono comunque conoscere le determinazioni di un Paese che con tutte le sue particolarità vive in Europa e con l’Europa si rapporta continuamente e che è composto da molte comunità linguistiche, legate sia alla Svizzera che alla madre patria.

Basterebbero solo questi spunti per comprendere che la radio e televisione della Svizzera italiana e la stessa CORSI nel suo ruolo di controllore, rappresentano lo strumento di elezione per seguire le evoluzioni della società, gli approfondimenti economici e scientifici e la stessa politica svizzera declinati in italiano.

Ma non è solo il mezzo di comunicazione che rende importante il lavoro della CORSI. Il rispetto verso la diversità e la voce data alle minoranze linguistiche con le loro tradizioni e valori è la cifra distintiva della stessa società.

 

Il Consiglio del pubblico e la CORSI

L’idea della democrazia diretta, il potere concesso al cittadino di essere parte attiva di un processo è nella stessa costituzione della CORSI. La declinazione di questi valori sul concetto di servizio pubblico che rispetti la diversità linguistica e culturale della Svizzera ha portato alla creazione del Consiglio del pubblico.

L’organismo in questione è quello che rappresenta più da vicino l’utenza radiotelevisiva e ha un compito di analisi e critica nei confronti dei prodotti diffusi dalla RSI. Analisi e critica sfociano in un rapporto annuale di valutazione dei programmi e delle linee editoriali.

Il rapporto, evidentemente stretto, tra il Consiglio del pubblico e la CORSI è già tutto nella frequenza degli incontri: il Consiglio del pubblico si riunisce mensilmente e conta 17 membri, di cui 11 eletti dall’Assemblea generale dei soci, 2 nominati dal Consiglio regionale e 4 scelti per cooptazione. È di sua competenza la nomina di un mediatore incaricato di vagliare i reclami degli utenti all’indirizzo di singoli programmi e dell’offerta editoriale della RSI.

In tal modo la RSI, per mezzo della CORSI ha l’occasione di comprendere i desiderata del pubblico e di correggere le programmazioni per offrire un servizio pubblico che sia orientato alla soddisfazione degli utenti finali.

Proprio in occasione delle elezioni politiche ticinesi del 2019 il Consiglio del pubblico ha analizzato le trasmissioni politiche, tempi e modi del dibattito e lo stesso coinvolgimento del pubblico. Consigli poi tenuti in debita considerazione nella programmazione che ha preceduto le elezioni federali dello scorso 20 ottobre. Piu’ che la previsione di questo organo, appare moderna e decisamente democratica la messa in pratica delle valutazioni del Consiglio del pubblico. Attraverso quest’ultimo gli stakeholders finali hanno una voce concreta e di peso all’interno della CORSI e da qui sulla radio e televisione della Svizzera italiana consentendo un continuo ammodernamento dell’approccio informativo in relazione ai cambiamenti della società.