DETTAGLIO

I veri protagonisti? I ricordi dei partecipanti

Martedì, 17 Settembre 2019

Dopo il successo del ciclo di serate “C’era una volta”, presentate dalla CORSI tra il 2018 e l’inizio del 2019 (l’ultima a Poschiavo lo scorso febbraio), in questa occasione sarà il Gambarogno ad essere il territorio presentato attraverso i filmati dell’archivio RSI.

 

L’appuntamento è per il 5 ottobre 2019 alle ore 17:00

presso il Salone comunale di Magadino (via Cantonale, 138).

 

Per l’occasione abbiamo intervistato Chiara Tassi, responsabile della Biblioteca comunale del Gambarogno, che ha avuto l’idea di portare una serata di questo tipo anche nella sua regione.

 

Com’è nata l’idea di questa serata?

Ho preso contatto con Francesca Gemnetti perché avevo intenzione di inserire un evento in collaborazione con la CORSI, società legata alla fruizione dei contenuti radiotelevisivi, nella nostra programmazione culturale e lei mi ha proposto di presentare al pubblico una scelta mirata di filmati d’archivio. Abbiamo discusso assieme sui contenuti, e ho trovato subito l’idea molto interessante.

Vi è quindi interesse a proporre una serata del tipo “C’era una volta” nel Gambarogno?

Ci siamo già occupati di proposte che ripercorrono la storia del nostro territorio, anche il progetto “Vira in Cartolina” va in questa direzione: si tratta di una serie di pannelli che riproducono cartoline d’epoca installati nel nucleo di Vira in posizioni che permettono il confronto immediato tra passato e presente, molto apprezzati dalla popolazione e anche dai turisti. In altre occasioni abbiamo focalizzato l’attenzione su una personalità particolarmente interessante, come il caso della maestra di San Nazzaro Irene Marcionetti. La serata CORSI del 5 ottobre quindi si inserisce all’interno di un percorso di valorizzazione della storia locale, che abbiamo già avviato e che continuerà in futuro con altri progetti.  

Cosa si aspetta dalla serata?

La partecipazione sarà sicuramente molto viva e sentita, visto che si vuole che i veri protagonisti siano i ricordi dei partecipanti. La memoria umana è misteriosa e affascinante, fatti ed emozioni vengono mescolati in modo totalmente soggettivo, quindi ognuno vedrà qualcosa di diverso nello stesso filmato: chi riconoscerà il nonno, chi la casa di famiglia, chi si rivedrà giovane alla festa del paese… questi salti nel passato sono sempre commoventi.

La CORSI ha tra i sui compiti quello di sostenere e ancorare il servizio pubblico radiotelevisivo nel territorio della Svizzera italiana: con quali iniziative pensa che si possano raccogliere le aspettative della popolazione?

Sicuramente per raccogliere opinioni e suggerimenti utili è una buona idea andare il più vicino possibile alla gente, anche con serate come queste dove si dà molto spazio agli interventi del pubblico.

Rispetto alla forte evoluzione nel mondo della comunicazione, in particolare dei social media, quali potrebbero essere i limiti del servizio pubblico radiotelevisivo dei prossimi anni? E per quanto riguarda le biblioteche invece?

A questo proposito il mio sguardo è forse atipico… non ho la televisione da circa 20 anni. Eppure seguo diversi programmi RSI in streaming: questa per me è un’ottima soluzione che permette di scegliere liberamente cosa e quando guardare. Se la qualità delle trasmissioni è buona il pubblico si interesserà comunque.

Quanto alle biblioteche, sono convinta che oggi debbano essere innanzitutto un luogo destinato al contatto umano, all’incontro e allo scambio. Credo che ci sia bisogno più che mai di uno spazio reale dove confrontarsi con gli altri, condividere i propri pensieri e riflessioni e poterlo fare “dal vivo”, guardando in faccia la persona che ci sta raccontando l’ultimo libro che ha letto, ha un valore aggiunto rispetto alla lettura di una qualunque recensione sul web.  

Che iniziative proponete per attrarre i giovani alla lettura?

Cerchiamo di invitare alla lettura già i bambini in età scolare: le classi vengono in visita alla biblioteca accompagnate dai maestri, leggo loro una storia e poi sono liberi di sfogliare i libri. Credo che avvicinarli in modo ludico e leggero, senza pressioni o costrizioni resti il metodo più efficace per conquistare i piccoli lettori. Molti infatti prendono la sana abitudine di venire a “rifornirsi” di nuove storie ed è sempre commovente vedere il loro sincero entusiasmo. Quelli che riusciranno ad acquisire la capacità di concentrarsi sulle pagine scritte avranno un prezioso strumento che li aiuterà nel futuro alla comprensione del mondo e della vita.

Intervista di Veronica Del Sindaco, Segretariato CORSI