DETTAGLIO

“Heidi Tagliavini: la diplomazia al femminile”

Giovedì, 22 Novembre 2018

L’avvocato Mauro Dell’Ambrogio sta per terminare il suo incarico quale Segretario di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI). Questo importante settore dello Stato ha come mandato anche quello di favorire l’interconnessione della Svizzera sul piano internazionale e la sua integrazione nello spazio europeo e mondiale della formazione, della ricerca e dell’innovazione. Dato che a fine novembre la CORSI ospiterà l’ambasciatrice Heidi Tagliavini – nome conosciuto nelle cancellerie dei principali Paesi del mondo – ne approfittiamo per introdurre con lui il tema della diplomazia al femminile:

Per cosa deve essere ricordata Heidi Tagliavini? Come mai Il suo nome suscita grande ammirazione e rispetto nelle cancellerie dei principali Paesi del mondo?

“La signora Tagliavini riassume nella sua persona le migliori qualità della diplomazia svizzera: professionale, competente, plurilingue, modesta, mediatrice, discreta, orientata al risultato e non alla messa in scena politica.”

Se avesse l’occasione di intervistarla, quali domande le porrebbe?

“Le farei raccontare alcuni momenti della sua attività, premettendo che sui più interessanti ha probabilmente l’obbligo di mantenerli segreti.”

Qual è la pregnanza di un'iniziativa come il ciclo di conferenze inaugurato da CORSI sulle "donne leader"? Si parla abbastanza o ancora troppo poco di pari opportunità nel mondo della politica?

“Parlarne è buona cosa, purché si badi anche alla sostanza. Altrimenti diventa un discorso da "prima i nostri" in chiave femminista, come se a risolvere i problemi bastasse un'equa rappresentanza, dei sessi o di ogni altra diversità. Il contributo di una donna in diplomazia è oggi come quello di un uomo: è diventata normalità”  

Perché consiglierebbe di partecipare alla serata?

 “La vedrei come un'occasione per interagire e non solo per vedere ed ascoltare.”

C'è un'altra figura di donna che vorrebbe vedere intervistata dalla CORSI?

“Non c'è che l'imbarazzo della scelta: suggerirei però di non limitarsi a donne che hanno brillato in funzioni fino a poco fa riservate agli uomini, ma anche in carriere da tempo femminili, come l'educazione o le cure. Combattere gli stereotipi è bene, ma rischia di essere controproducente se veicola l'idea che le funzioni più importanti sono quelle che più a lungo sono state riservate agli uomini.”

Intervista di Laura Quadri.