DETTAGLIO

“Sì all’accelerazione del digitale, ma attenzione alla qualità dei contenuti”

Mercoledì, 24 Giugno 2020

Foto: Francesca Gemnetti e Giorgio Berner ex Presidente Camera di Commercio svizzera a Milano

Emergenza sanitaria, riorganizzazione, presenza femminile e digitalizzazione: le considerazioni di Francesca Gemnetti, segretaria generale della CORSI, sui temi caldi di questo periodo segnato dall’emergenza coronavirus, pubblicate sul Corriere degli italiani del 24 giugno 2020.

La situazione di emergenza – per il Cantone Ticino lo “stato di necessità” decretato dal Governo- ha sospeso per qualche mese la nostra quotidianità e rinchiuso le prospettive delle attività, previste e future, di tutti noi in un limbo pieno d’interrogativi.

Questa sospensione, dopo un primo rallentamento dovuto al tempo necessario per comprendere meglio la situazione (o per farsene una ragione), ha però risvegliato nella sottoscritta, ma anche nel team della nostra Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, una vivace reazione, quasi una rivalsa sulla nebulosa che ci stava davanti. La sete di notizie, l’interesse per gli approfondimenti sanitari, ma anche lo scetticismo di fronte alle certezze che nel giro di poche ore venivano contraddette, la preoccupazione per le persone vicine negli affetti, hanno fatto sì che le giornate si riempissero di nuovi stimoli e di contatti personali riallacciati virtualmente.

Le notizie raccolte e diffuse fluentemente dal servizio pubblico nazionale dei media, penso per noi italofoni soprattutto dalla RSI, ci ha fedelmente accompagnato e indirizzato nei comportamenti durante il susseguirsi delle settimane. L’azienda SSR, pur sempre uno dei maggiori datori di lavoro in Svizzera, si è rapidamente riorganizzata per consentire una continuazione del suo mandato di servizio pubblico e lo ha fatto con successo. In qualche caso il flusso di informazioni, notizie improntate sui consigli sanitari, commenti di esperti e intervistati, è a mio parere risultato addirittura eccessivo, soprattutto per chi era “confinato” in casa e cercava anche altre offerte di programma.

La CORSI, che pure ha dovuto annullare parecchi eventi previsti, ha nel frattempo reimpostato la sua comunicazione con i soci e con il pubblico della RSI, servendosi maggiormente degli strumenti digitali.

Dai sondaggi che ha man mano effettuato è stato possibile ricavare informazioni utili sulla percezione della popolazione riguardo alla trattazione del tema “Covid-19” da parte della RSI, e anche sulle aspettative degli utenti e dei soci della società regionale.

Sicuramente apprezzata - e non messa in dubbio - la qualità e l’oggettività dell’informazione, che ha confermato, una volta di più, la legittimità e la necessità di poter disporre di fonti attendibili ed efficienti d’informazione in caso di bisogno. Più di una voce, invece, compresa quella della CORSI, si è fatta sentire circa la quasi inesistente presenza, nei programmi sui temi sopra citati, di personalità o di moderatrici femminili, quali referenti sullo stato di necessità, della sanità, e dei problemi della quotidianità affrontati da un punto di vista non solo maschile. Questo è sicuramente un tema sul quale l’azienda SSR dovrà dare risposte efficaci.

Una conseguenza evidente, per il lavoro dei più, quindi anche nostro quale società regionale, è che siamo entrati con decisione e in modo irreversibile in modalità “digitale”. Lo si constata nei vari settori pubblici, dalla scuola alla gestione dei compiti nell’amministrazione statale e della giustizia. Anche la radiotelevisione pubblica non può più fare altrimenti, e dovrà quindi orientare la sua produzione di programmi tenendo conto ancora maggiormente di queste modalità.  La questione però, a mio giudizio, più che “tecnica” sarà quella della qualità dei contenuti e del cambiamento nei modi di fruizione.

Si dovrà “parlare” alle giovani generazioni con offerte adeguate, ma nel contempo si dovranno interessare e “servire” gli over 65 e continuare a coinvolgere nella fruizione la popolazione attiva. La CORSI segue attentamente questi sviluppi, anche dal profilo della tutela della lingua italiana e della cultura italofona. Con il digitale sembra più facile che nuovi linguaggi ibridi avanzino, e questo a scapito delle lingue svizzere minoritarie. Oppure che si trascuri l’approfondimento di cosa ci unisce e di cosa ci rende diversi, a vantaggio di una cultura omogeneizzata o standardizzata, stile “fast food”….

A tutti questi aspetti, sia la CORSI sia la SSR prestano certamente attenzione. Uno strumento utile sarà sicuramente l’esito del sondaggio online sul valore pubblico costituito dalle offerte di programma della SSR, denominato “Public Value” (con buona pace dei puristi…). Lo abbiamo presentato negli scorsi numeri di questo Corriere e si è concluso il 31 maggio scorso. Da una prima sommaria lettura dei risultati,  il tema della diversità e comprensione linguistica, così come  quello  dell’integrazione, sembrano riscuotere una buona attenzione  tra i valori che il servizio pubblico è chiamato a sostenere e facilitare. L’azienda SSR intende far tesoro delle risultanze del sondaggio, e prossimamente metterà in atto adeguate misure conseguenti. Anche in questo campo la digitalizzazione diviene un sostegno prezioso all’interazione e al dialogo tra la popolazione, che paga il canone e può fruire dei programmi, e l’azienda che li produce, dialogo previsto dalla Concessione federale.  Un ruolo fondamentale di tramite fra pubblico e azienda lo giocano qui le società regionali, quali la CORSI per i cittadini di lingua italiana, o la SRG D per quelli tedescofoni, la RTSR per quelli francofoni o la SRG.R per i romanci. Spetta infatti a loro di gestire e stimolare questo dialogo, proponendo occasioni di riflessione, moderando i dibattiti attorno ai temi più caldi e raccogliendo le aspettative dei cittadini per farsene “voce” nei confronti dell’azienda SSR. In questo ambito la CORSI ambisce comunque ancora a stringere contatti personali, ove possibile anche diretti, perché la convivialità è sicuramente parte distintiva della cultura latina.  Per questo, ora più che mai, la nostra Società cooperativa tiene le porte aperte a tutti coloro che hanno un interesse a seguire da vicino l’evoluzione dei media, dei loro contenuti e il futuro digitale della programmazione. Mi auguro che la CORSI possa coinvolgere sempre più gli italofoni che vivono al di fuori della Svizzera italiana: la loro opinione è importante e il loro apporto sarà sicuramente apprezzato. Sul nostro sito o nelle nostre pagine sui social network si trovano notizie, fatti, riflessioni alle quali, grazie alla digitalizzazione, oggi tutti hanno accesso: posso quindi solo auspicare che questo invito sia raccolto: visitate la CORSI e parlate con noi!