DETTAGLIO

Luigi Pedrazzini “un confronto epocale, dal cui esito potranno dipendere le sorti della vita democratica svizzera”

Sabato, 10 Giugno 2017

Gli avversari della SSR e della RSI hanno ormai da tempo lanciato il guanto della sfida. Il terreno dello scontro non si chiama soltanto iniziativa No-Billag, ma anche nuova Legge sui media e rinnovo della Concessione.

Durante l’assemblea della CORSI abbiamo presentato una risoluzione per dare con chiarezza la nostra posizione e per invitare i nostri organismi a impegnarsi senza risparmio di energie per difendere la Radiotelevisione svizzera con le sue aziende di lingua tedesca, francese, italiana e romancia, con i suoi canali radio e TV, con la sua offerta online.

È, quello sul futuro del servizio pubblico, un confronto epocale, dal cui esito potranno dipendere le sorti della vita democratica svizzera, delle culture regionali, in particolare di quelle minoritarie, del federalismo solidale, della reciproca conoscenza fra gli svizzeri, della visibilità della Svizzera nel mondo.

Noi siamo pronti ad accettare, anzi anche a promuovere, un confronto completo e pluralistico sulla capacità della SSR di adempiere ai compiti stabiliti dalla Concessione rilasciata dal Consiglio federale. Non ci spaventano, anzi è nostro compito analizzarle, le critiche nei confronti dell’Azienda. Ci preoccupa, invece, il collegamento continuo fra l’esercizio di queste critiche e il tentativo di delegittimare la RSI per promuovere un nuovo ordine radiotelevisivo con arretramento o addirittura eliminazione del servizio pubblico in favore delle TV commerciali.

È allora importante una nostra reazione volta soprattutto a creare le condizioni migliori affinché l’opinione pubblica possa giudicare con cognizione di causa, possa capire il nesso fra l’esistenza del servizio pubblico come lo conosciamo e un esercizio sostanziale dei diritti democratici o, ancora, fra l’esistenza della RSI e la promozione dell’italianità in svizzera; possa rendersi conto, come consumatore, di quanto sia importante disporre di un’azienda capace di condurre inchieste giornalistiche incisive; possa valutare, come telespettatore, i vantaggi anche finanziari di un’offerta che, grazie al canone permette di proporre prodotti formativi, informativi, culturali ma anche ricreativi e sportivi; possa capire che una privatizzazione del mercato radiotelevisivo porterebbe inevitabilmente in Svizzera a una perdita di autonomia nazionale e regionale a vantaggio di gruppi stranieri.

Ci attende un grande lavoro, che dovrà essere condotto di concerto con l’Azienda, senza che quest’ultima, perché non è suo compito, entri direttamente nel dibattito sulla propria esistenza futura. Se da una parte noi dovremo sottolineare le responsabilità del servizio pubblico in relazione, a esempio, all’informazione dei cittadini per capire le dinamiche buone e cattive della globalizzazione, oppure della digitalizzazione nei pro-cessi economici e lavorativi, l’azienda dovrà sempre più e meglio offrire prodotti informativi completi e imparziali, con voci pluralistiche, che portino l’utente a riconoscere naturalmente il maggior valore nell’offerta del servizio pubblico.

Ci attende un lavoro impegnativo, ma sono fiducioso. Emergono segnali importanti, come la recente costituzione di un’associazione di amici della RSI, che da una prospettiva di indipendenza dall’azienda e dalla nostra cooperativa vuole adoperarsi per difendere l’Azienda.

Testo: Luigi Pedrazzini, presidente della CORSI

Foto: Copyright CORSI/D.Schnell

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