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Il prossimo 4 marzo insieme per la Svizzera italiana!

Mercoledì, 18 Ottobre 2017

di Luigi Pedrazzini, presidente CORSI

Il 4 marzo 2018 si conosceranno i destini della SRG SSR e di molte emittenti private: se il popolo dovesse accogliere l’iniziativa No Billag sarà “fine delle trasmissioni”.

È bene saperlo e dirlo in modo molto chiaro. Non si voterà, come qualcuno induce a credere, sull’entità del canone radiotelevisivo per cercare di ridimensionarlo; non si voterà sul gradimento dei prodotti radiotelevisivi per promuovere un cambiamento di indirizzo.

No: si voterà sull’esistenza del servizio pubblico radiotelevisivo, e quindi sull’esistenza della RSI, e sul futuro di molte radiotelevisioni private che oggi percepiscono una parte del canone e sono per questo chiamate a svolgere anche compiti di servizio pubblico. Non è possibile ne è prevista nessuna alternativa.

La scelta sarà particolarmente importante per le minoranze di lingua francese, italiana e romancia che oggi dispongono, grazie a una ripartizione solidale delle risorse della SRG SSR, di aziende radiotelevisive che mai sarebbero in grado di mantenere senza il contribuito versato di fatto dalla maggioranza svizzero tedesca.

Ne andrà della completezza e dell’indipendenza dell’informazione per tutti gli Svizzeri, della promozione delle culture dell’insieme della Confederazione e delle sue singole regioni, dell’esistenza di un’offerta radiotelevisiva di intrattenimento, di sport, di cento e più di usi e di costumi locali.

Gli organismi della CORSI, in particolare il Consiglio regionale e il suo comitato, rispettando un preciso mandato deciso dall’assemblea dello scorso mese di maggio, si adopereranno per informare adeguatamente le cittadine e i cittadini sulle conseguenze dell’iniziativa No Billag.

Dai soci della CORSI, quali membri della società cooperativa che ha fondato il servizio pubblico radiotelevisivo nella Svizzera italiana, mi aspetto una mobilitazione attiva e convinta per difendere il servizio pubblico radiotelevisivo.  Il loro impegno è parte di una lunga tradizione di persone che hanno sempre sostenuto e promosso la comunità italofona nel nostro Paese, considerando questo impegno un preciso dovere civico, non solo l’espressione di un diritto democratico.

Il prossimo 4 marzo lavoriamo insieme per salvaguardare gli interessi della Svizzera italiana, della RSI, suo servizio pubblico e delle emittenti private nate e cresciute grazie al canone!

Foto: Copyright CORSI/D.Schnell