DETTAGLIO

Cosa significa fare fiction alla RSI?

Mercoledì, 11 Ottobre 2017

All’inizio di quest’anno Alessandro Marcionni ha preso le redini della Produzione fiction della RSI, subentrando a Gabriella De Gara. Diplomato al Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive (CISA), Alessandro Marcionni è stato a lungo collaboratore del Locarno Festival prima di approdare alla RSI. L’abbiamo contattato per approfondire i progetti della televisione svizzera per i prossimi anni

La RSI vuole aumentare le produzioni proprie.  Quali obiettivi si è posta? E come intende raggiungerli?
L’offerta RSI in termini di fiction è da sempre fortemente legata alla sua tradizione, con un occhio di riguardo alla territorialità e all’identità della Svizzera Italiana unita a un respiro più ampio, votata a raccontare storie in cui il nostro pubblico possa riconoscersi aprendosi al contempo al mondo ed alla sua diversità. La volontà di mantenere aperto questo dialogo e garantire una continuità nella nostra proposta ci ha spinto ad esempio quest’anno a produrre ben due serie tv, che verranno diffuse tra novembre e dicembre 2017 e che si affiancano a lungometraggi, cortometraggi e serie web, il cui successo internazionale degli ultimi anni è un incitamento a continuare a fare sempre meglio. Grazie a una selezione attenta e scrupolosa dei progetti che ci vengono sottoposti e coinvolgendo sia autori giovani - come fatto con il Webseries Lab del 2015 – che figure di grande esperienza, cerchiamo di offrire al nostro pubblico un intrattenimento intelligente, in grado anche di mostrare la bellezza dei nostri luoghi e di valorizzare i talenti presenti sul nostro territorio.

Quali sono le principali difficoltà che si incontrano a produrre fiction nella Svizzera italiana?
Le difficoltà ci sono, ma preferisco soffermarmi sulle moltissime opportunità che la nostra regione ci offre. L’alto livello di professionalità che ritroviamo in ambito audiovisivo, insieme ai paesaggi meravigliosi che caratterizzano la nostra regione, sono pilastri straordinari su cui costruire le nostre storie, anche se le dimensioni modeste dell’industria audiovisiva e il ridotto bacino di attori, autori e tecnici cui far capo a volte può farsi sentire quando si affrontano i progetti più ambiziosi. Il calore e la disponibilità di professionisti, istituzioni e popolazione suppliscono però a questi limiti geografici, permettendoci, anche attraverso il dialogo con il resto della Svizzera e con i paesi limitrofi, di mantenerci competitivi e di continuare a migliorare.

Le web-serie attraggono sempre più pubblico in Rete. Anche la RSI ha iniziato a produrre in questo ambito. Che cosa differenzia una serie creata per il web dalle serie tradizionali?
Le webseries, nate in parte come palestra straordinaria per identificare nuovi talenti e nuove forme narrative, si trasforma sempre più in un’occasione preziosa per raggiungere pubblici diversi e per ampliare l’offerta RSI sui propri vettori. Trattandosi di un universo in continua evoluzione, a differenza delle serie tradizionali i prodotti pensati per il web ci permettono anche delle sperimentazioni tecniche e nuove modalità di diffusione, declinate su canali diversi, raggiungendo così i singoli segmenti di pubblico con prodotti che sempre più si avvicinino alle loro esigenze e ai loro gusti specifici.

Prima di essere nominato ‎responsabile Produzione Fiction presso la RSI, si è occupato per molti anni della sezione Pardi di Domani al Locarno Festival. Quali sono le principali differenze nel selezionare produzioni per un festival e una televisione?
L’esperienza maturata nel mondo dei festival grazie al visionamento di corto- e lungometraggi (quasi 15'000 in 15 anni) è stata per me una scuola preziosa che oggi mi permette di confrontarmi con progetti nella loro fase più embrionale. Conoscere nel dettaglio gli effetti che hanno sul pubblico delle idee che nascono in fase di sceneggiatura, così come la scelta di stili, soluzioni e modalità produttive, mi facilita nel valutare i progetti che ci vengono sottoposti, permettendomi di visualizzare senza problemi i potenziali risultati che la scrittura avrà nell’opera terminata. Se è quindi molto diverso confrontarsi con un progetto partendo da un primo breve soggetto rispetto al valutare un film terminato, il linguaggio e gli interlocutori, con cui si è creato negli anni un rapporto di fiducia, sono in realtà gli stessi. È stato bello scoprire, tra i vari dossier già aperti al mio arrivo, come alcuni siano stati promossi da autori che già avevo avuto modo di conoscere sin dai loro primi cortometraggi.

Sempre più le serie televisive di maggior successo sono trasposizioni di libri e saghe. Anche la RSI è interessata a produrre degli adattamenti? Dove vengono trovati di solito i soggetti per le nuove fiction?
Quella degli adattamenti di opere esistenti è una lunga tradizione che seguiamo in parte anche in RSI. Alcune delle opere che ci vengono proposte sono infatti frutto di questo tipo di operazione, semplice soltanto in apparenza. Ci tengo tuttavia a sottolineare come la Svizzera Italiana offra oggi autori sempre più maturi, che possono serenamente confrontarsi con la scrittura di soggetti e sceneggiature originali di grande respiro e potenzialità nazionale e internazionale. Quale che sia la provenienza delle opere che decidiamo di realizzare o che possiamo sostenere grazie al Pacte de l’audiovisuel, l’imperativo resta in ogni caso quello di offrire al nostro pubblico opere stimolanti, siano esse commedie o drammi, mai banali, che intrattengano offrendo nel contempo spunti e riflessioni su temi di attualità e interesse pubblico.

Può darci qualche anticipazione sulle future produzioni RSI?  
Casa Flora e Il Guardiacaccia (rispettivamente 10 e 5 episodi da 23-24 minuti ciascuno), sono un esempio di come RSI voglia sviluppare la propria offerta di fiction culturali e di intrattenimento: saranno diffuse a novembre e dicembre 2017. Sempre entro fine anno scopriremo anche il primo film per il cinema dei Frontaliers, che esce dai confini dello sketch confrontando i nostri amati Bussenghi e Bernasconi con un’avventura molto più articolata e “disastrosa” rispetto a quanto visto fino ad ora. Il 2018 sarà invece l’anno del ritorno di Ann da guera e di una nuova serie web intitolata La strategia dell’acqua.

Con le anticipazioni mi fermerei qui: sono molte le opere che proporre al pubblico nelle sale cinematografiche, sul web e sul piccolo schermo, senza dimenticare il tradizionale e seguitissimo appuntamento con Cine Tell, ideale per scoprire o riscoprire il cinema svizzero prodotto o co-prodotto da RSI, SRF e RTS.